Dal 7 marzo 2026, a Milano a Palazzo Reale, apre al pubblico una delle mostre più attese della stagione milanese: “Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli. 80 Artisti Contemporanei”. Curata con taglio internazionale e allestita in 11 sale espositive, la rassegna riunisce 150 opere che tessono un dialogo serrato tra linguaggi, sguardi e poetiche differenti, offrendo una panoramica ampia e stimolante sull’arte contemporanea di oggi.
La mostra prende il via con un nucleo di opere chiave di Cindy Sherman, la celebre artista statunitense che ha fatto dell’autorappresentazione e del corpo un tema fondante della sua riflessione critica. Il suo lavoro apre una riflessione immediata su come l’identità femminile venga costruita, decostruita e performata attraverso l’immagine: un’introduzione potente che prepara il visitatore a un percorso ricco di tensioni emotive e concettuali.
Nel percorso seguono opere di artisti tra i più influenti della scena contemporanea internazionale, come Nan Goldin, con la sua fotografia intensa e intima, Matthew Barney con il suo immaginario mitico‑corporeo, Kiki Smith con le sue riflessioni su corpo e natura, e ancora Elizabeth Peyton e Dana Schutz, fino a Francesco Vezzoli, figura centrale nell’arte italiana contemporanea.
Il filo conduttore dell’esposizione non è cronologico: piuttosto, costruisce ponti tematici attorno a questioni cruciali della modernità — genere, identità, memoria, spettacolarità e narrazione mediale. Il risultato è un’esperienza di visita che invita a guardare le opere non soltanto come oggetti estetici, ma come discorsi, domande e sollecitazioni critiche in dialogo tra loro.
Questo progetto espositivo fa di Milano, per una settimana, un crocevia dell’arte contemporanea globale, capace di riflettere sui linguaggi estetici del nostro tempo e di interrogare lo spettatore su come la cultura visiva plasmi le nostre visioni del mondo.
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