Il menu – condiviso tra i ristoranti di Salò e Milano (e presto anche Brescia), ma con piatti “dedicati” a ogni singola città – riflette un approccio fondato su lavorazioni quotidiane, cotture espresse e ingredienti riconoscibili, con piatti che cambiano al ritmo delle stagioni e dei mercati. Il pane, le focacce e i grissini sono fatti in casa ogni giorno, con lievito madre. Tra i piatti in carta, oltre all’ampia selezione di crudi di mare, spiccano Il Polpo (con guazzetto di pomodorini alle erbe, maché di barbabietola e spuma di Lento gin), Lo Spaghetto (ai ricci di mare con tartare di scampi e caviale) e il Black Angus (alla brace con salsa di pane tostato, lardo di patanegra e ristretto di gin accompagnato da pak-choi). Accanto ai classici di Porticcioli, il menu include un omaggio al territorio con i Casoncelli bergamaschi, proposti nella versione tradizionale (burro, salvia e Grana Padano).
«L’obiettivo è arrivare a una cucina leggibile, pulita, precisa – spiega Alessandro Bianchini – Poche tecniche, ingredienti riconoscibili e un equilibrio tra sensazioni. Vogliamo che chi si siede da Porticcioli capisca cosa sta mangiando, senza mediazioni: è il prodotto a parlare, non il cuoco».
Accanto alla proposta dedicata al gin, la cantina di Porticcioli Bergamo offre infine una selezione di circa duecento etichette di vino, costruita con la stessa filosofia della cucina: qualità, riconoscibilità e attenzione al territorio. Ampio spazio è riservato ai vini italiani ed è presente una piccola selezione di Champagne.
Porticcioli Bergamo | Il Cappelletto
Porticcioli Bergamo | Il bar
Porticcioli Milano | Il Rombo
Porticcioli Bergamo | Sala