Nel cuore della primavera emiliana, Reggio Narra torna nel 2026 con il suo caratteristico intreccio di letture, incontri con autori, laboratori creativi e spettacoli diffusi in tutta la città. È un festival che non si limita a “raccontare storie”, ma invita bambini, famiglie, insegnanti e curiosi a entrare dentro le storie stesse, trasformando Reggio Emilia in uno spazio narrativo vivo e condiviso.
Il weekend centrale dell’edizione, quello compreso tra venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio 2026, rappresenta il momento più ricco e partecipato, quando la città si riempie di voci, parole e immaginazione.
Il venerdì 22 maggio segna l’inizio del fine settimana con un’atmosfera più raccolta e immersiva. Le attività si concentrano soprattutto nel pomeriggio, indicativamente dalle ore 16:00 fino alla sera (circa le 20:30–21:00), con letture animate, incontri con autori e primi laboratori dedicati ai più piccoli. È il giorno in cui il festival si “apre” lentamente, lasciando spazio all’ascolto e alla scoperta, come se la città iniziasse a parlare a bassa voce attraverso le sue storie.
Il sabato 23 maggio è il cuore pulsante di Reggio Narra. Fin dalla mattina, indicativamente dalle 10:00, fino al tardo pomeriggio e alla prima serata (circa 19:00–20:00), la città si anima con un programma fitto e continuo. Biblioteche, scuole, piazze e spazi culturali diventano palcoscenici diffusi dove si alternano narrazioni, workshop, incontri con illustratori e attività partecipative. È una giornata intensa, in cui il confine tra chi racconta e chi ascolta si dissolve, e ogni spazio urbano sembra diventare parte di una grande storia collettiva.
La domenica 24 maggio porta con sé un ritmo più morbido e riflessivo. Le attività si svolgono generalmente dalla mattina (circa 10:00) fino al primo pomeriggio e alla chiusura del festival nel tardo pomeriggio (intorno alle 17:00–18:00). È il momento dedicato alle ultime letture, agli incontri più intimi e ai laboratori conclusivi, in cui le storie si fanno memoria condivisa. L’atmosfera è quella di un racconto che si chiude lentamente, lasciando però al pubblico nuove immagini e nuove parole da portare con sé.
In questi tre giorni, Reggio Narra non è soltanto un festival letterario, ma un’esperienza collettiva in cui la narrazione diventa uno strumento per guardare la città con occhi diversi, più attenti e più aperti all’immaginazione.
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