Nel fine settimana tra venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 maggio 2026, la città di Venezia si prepara e poi si lascia attraversare da uno degli eventi più suggestivi del suo calendario: la Vogalonga, una manifestazione unica nel suo genere che celebra la laguna e la navigazione a remi, senza motori, in un grande gesto collettivo di rispetto per l’ambiente acquatico.
Il weekend che conduce alla Vogalonga è già parte integrante dell’esperienza. Il venerdì 22 maggio la città inizia a cambiare ritmo: si vedono imbarcazioni tradizionali prepararsi, equipaggi che arrivano da tutto il mondo e un’atmosfera di attesa che si diffonde tra rii e fondamenta. Non è ancora il giorno della regata, ma Venezia comincia a respirare in modo diverso, più lento e più attento all’acqua.
Il sabato 23 maggio è una giornata di preparazione e vigilia. I partecipanti verificano le imbarcazioni, si organizzano gli equipaggi e si respira un clima internazionale fatto di incontro e condivisione. La laguna appare più calma del solito, come se si preparasse a ospitare un grande gesto collettivo. Le imbarcazioni tradizionali – gondole, caorline, kayak, dragon boat e molte altre tipologie a remi – diventano protagoniste silenziose di una città che si prepara all’evento senza fretta.
La domenica 24 maggio 2026, giorno della Vogalonga, la città vive il suo momento più intenso. La partenza avviene nella mattinata, generalmente tra le ore 9:00 e le 9:30, dalla zona del Bacino di San Marco. Da lì, migliaia di vogatori attraversano la laguna lungo un percorso di circa 30 chilometri che tocca isole, canali e scorci iconici, in un flusso continuo e ordinato che dura diverse ore.
Durante la mattinata e il primo pomeriggio, fino indicativamente alle 15:00–16:00, le imbarcazioni rientrano progressivamente verso il centro storico, accolte dal pubblico lungo le rive. Non si tratta di una gara, ma di una celebrazione collettiva della navigazione a remi, dove il ritmo è dettato dall’acqua e non dal tempo.
In questo weekend, la Vogalonga non è solo una regata, ma un gesto simbolico: Venezia torna alla sua essenza più antica, quella di una città che vive sull’acqua e con l’acqua, ricordando il valore del silenzio, della lentezza e della relazione armoniosa con la laguna.
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