Una delle novità made in Verona, in occasione della recente pubblicazione della Guida Michelin 2025, è stata la conferma dell’inserimento di AMO Bistrot, già anticipata online, la scorsa primavera. Un’insegna unica per formula e concept, perché unisce la cucina orientale e fusion alla tradizione italiana e veneta, affiancando ai piatti drink d’autore in pairing. Un locale dall’animo dinamico e informale, racchiuso tra le mura medievali e gli scavi romani del celebre Palazzo Forti, storico riferimento per gli appassionati d’arte.
Il Bistrot rientra nella triade veronese di Luca Gambaretto, Ambasciatore del Gusto e CEO di Do It Better Group: dal 2017 il gruppo imprenditoriale propone diverse formule di ristorazione (Ristorante Maffei, AMO Bistrot, Oblò) che abbracciano un’ampia platea di pubblico unita dal desiderio di sentirsi bene e fare un’esperienza di gusto eccellente. «La definizione di Amo Bistrot ha richiesto molto tempo e tanti sacrifici, grazie ai quali il locale ha acquisito una propria e specifica identità – racconta Luca – Il lavoro di squadra è il segreto del costante miglioramento. Oltre all’indiscussa abilità dello chef Mirco Pasini, credo che sia stato premiante anche il tutto il lavoro fatto nel campo del welfare aziendale, che ci ha consentito di avere un organico stabile ed affiatato»
Da AMO Bistrot si parte per un viaggio tra gusti, ingredienti e preparazioni che collega Verona al resto del mondo, dando ampio respiro alla tradizione culinaria orientale.
Componente essenziale, che contribuisce a rafforzare carattere e armonia del più recente menù, sono le salse d’ispirazione nipponica. Introdotte secondo la scuola del celebre chef Nobu Matsuhisa, sono spesso a base di yuzu e soia e conferiscono ai piatti una nota acida, sapida o piccante: sapori che esprimono puramente la cultura culinaria orientale e che fanno il paio con un progetto originale di fine drinking, grazie a una formula che abbina a ciascun piatto il suo cocktail ideale.
Il viaggio alla scoperta del sip pairing inizia dalle tapas: bocconcini croccanti di riso sushi con tartare di tonno piccante e le iconiche uova rosse di pesce volante tobiko, sapide, dal sentore affumicato. Il consiglio del barman: un buon cocktail fresco e aromatico, come il signature InThime.
Si prosegue con lo spaghettone Monograno “Felicetti”, zucchine, cozze, vongole e una speciale salsa al limone in salamoia: omaggio, in memoria di un caro amico dello chef. In abbinamento, viene suggerito lo Shabon.
Kampai, l’equivalente giapponese del nostro “cincin!”, è il nome del cocktail pensato per accompagnare un secondo di grande carattere come la costata di manzo disossata ribeye, cotta alla piastra con salsa aji panca, salsa ajimarillo e patata affumicata.
Si conclude con un classico della mixology, il Dark ‘n Storm, da sorseggiare godendosi una golosa crema catalana al cioccolato con crumble, frutti rossi e spuma ai porcini.
Il signature cocktail da non perdere è AMO Cocktail: servita in coppa Martini con un lampone fresco, questa miscela di vodka, gin, vermouth, Campari, Aperol e spremuta di pompelmo deve il suo sapore vellutato e l’aspetto incolore al processo di chiarificazione con il latte.
Accanto alla drink list si affianca una carta vini ricercata, che valorizza etichette nazionali e internazionali.
L’offerta del Bistrot in Vicoletto Due Mori si completa con uno slancio internazionale col ricchissimo Brunch servito nel weekend e con un ciclo di appuntamenti aristico-culturali (mostre e concerti) che richiamano la vocazione di Palazzo Forti, ex Arena Museo Opera e sede di grandi mostre negli anni passati.
«Abbiamo sempre pensato ad AMO come a un locale dall’anima culturale – racconta, orgoglioso, il ceo Luca Gambaretto – Il nostro bistrot nasce in un palazzo che ha ospitato straordinarie mostre di arte contemporanea e che speriamo possa presto tornare alla propria vocazione. Noi facciamo la nostra parte in questo senso, continuando a fare cultura grazie a progetti come AMO L’Arte. Lavoriamo con continuità al ciclo di appuntamenti dedicati agli artisti, dando visibilità ai giovani talenti: vogliamo che il locale diventi punto di riferimento per le nuove generazioni e per chi ama l’arte, per le anime pop e per chi ricerca proposte di nicchia. Ben oltre il menù, il nostro concetto di fusion si estende alle contaminazioni contemporanee a tutto campo»
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