Si può davvero dire di aver visitato un luogo, senza poterne raccontare i sapori? Se è vero che noi siamo quello che mangiamo, è vero altrettanto che i prodotti di una terra non possono che somigliare a quella terra stessa, ai suoi abitanti e alle loro abitudini.
Schietta, severa e senza fronzoli è la natura valdostana, ambiente complesso e variegato che, sviluppandosi su un dislivello verticale di quasi 4.500 m, dà vita a pietanze altrettanto schiette, altrettanto severe, altrettanto prive di fronzoli.
What grows together, goes together: il principio cardine alla base di ogni corso da sommelier, che ben si presta tanto agli abbinamenti della ricca viticoltura valdostana, quanto all’accostamento dei prodotti ai paesaggi che questa regione è in grado di offrire. Non è soltanto una questione di note olfattive, di consistenza al palato, di bianchi o rossi e di fermi o frizzanti: ai prodotti della cucina valdostana va abbinata anche la vista giusta.
È una questione di sensorialità, il cibo.
E se alla bontà di un ricco tagliere, riflesso dell’anfiteatro montano che ci circonda, si aggiunge il piacere del contatto diretto con la terra, il déjeuner à la valdôtaine diventa davvero un’opera d’arte che, i sensi, li coinvolge tutti.
La Fontina DOP
La regina indiscussa. Latte intero di vacca valdostana pezzata rossa o nera, allevata in alpeggio. È burrosa ma con un carattere che non fa sconti, proprio come i pascoli d’alta quota: verdi solo in estate, ma capaci di regalare aromi che ti restano addosso. Dove gustarla? Gli abitanti di ciascuna delle valli che compongono questa regione, giurano che è la loro quella più buona. Tocca dar ragione a ciascuno di loro!
Ricevi MCGWeek Gratis!
Ogni settimana sul tuo Smartphone.
Ti potrebbe interessare anche…