Croccanti di miele, noci e anice racchiusi tra sottili ostie: le copate – dall’arabo qubbiat, “mandorlato” – raffinate, rare, aristocratiche e poco conosciute. Pare venissero preparate per nobili e papi. Un dolce di origine antichissima, dalla particolare forma rotonda e sottile, legato alle pasticcerie più eleganti di Siena. L’abbinamento più armonioso è la Vernaccia di San Gimignano passita, la cui aromaticità e dolcezza non troppo spinta valorizzano la frutta secca delle copate.
Ingredienti: 450 g di miele millefiori, 75 g di zucchero semolato, 50 g di zucchero vanigliato, 200 g di mandorle pelate, 3 uova, ostie da 12 cm, amido di mais q.b., mezzo cucchiaino di semi di anice pestati.
Preparazione: tostare le mandorle e tritarle grossolanamente; montare gli albumi a neve morbida; scaldare miele e zucchero per circa mezz’ora fino a ottenere una massa fluida; unire gli albumi e mescolare fino a una consistenza omogenea; aggiungere mandorle, zucchero vanigliato e anice; mantenere il composto caldo; posare una piccola quantità di impasto su un’ostia, chiudere con un’altra e lasciare raffreddare; spolverare con amido di mais prima di conservare.
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