Villadorata Country House è un eco resort di lusso che si snoda tra ulivi, agrumi, mandorli, un antico palmeto dell’800 e gli orizzonti della campagna siciliana di Noto, a due passi dal mare. Qui si dorme in suite con piscina privata e ci si riposa all’ombra delle palme, cullati dal canto delle cicale. Ad aggiungere un ulteriore tocco alla vacanza che profuma di Sicilia, c’è il rinomato ristorante “Orti” guidato dallo chef Matteo Carnaghi che ama giocare con il fuoco.
Il suo percorso nasce nel silenzio fragrante dell’infanzia, quando il profumo di una cucina accesa può diventare destino. Una traiettoria costruita tra viaggi, fuochi e territori, che lo ha condotto attraverso ristoranti in Italia e Spagna, passando per la Toscana fino ad approdare in Sicilia, oggi sua terra d’elezione gastronomica presso il Villadorata Country House. La sua è una cucina che rifugge le etichette: non regionale, non classificabile, non confinata. È una cucina di prodotto, pura e dichiarata, in cui la materia prima domina la scena nella sua singolarità assoluta. Non si tratta di interpretare la Sicilia, ma di ascoltarla. Pesce, terra, mare: ogni giorno ciò che arriva detta la direzione, e il menu cambia quasi quotidianamente, seguendo il ritmo naturale delle disponibilità stagionali. Il filo conduttore è il fuoco. Non semplice tecnica, ma ingrediente vivo. Tutti i piatti presentano almeno un elemento cotto alla brace, grazie a una cucina a legna interna e a una struttura esterna composta da barbecue, brace lineare di due metri e forno per il pane. Le tecniche di cottura alla griglia sono state apprese durante viaggi di formazione in Sudamerica e in Oriente, e oggi si traducono in una grammatica gastronomica personale, libera da disciplinari e codici regionali.
Il rispetto del prodotto è il principio fondante: valorizzare il territorio significa far conoscere ogni ingrediente nella sua verità più autentica. Per questo il rapporto con la materia prima è in continua evoluzione, e il menu muta costantemente, seguendo ciò che la terra offre giorno dopo giorno. Tra i piatti simbolo spicca il risotto al fieno, normanno e cedro sotto sale: il riso viene esaltato dal sapore del normanno finito con fieno tostato alla brace, capace di donare una nota erbacea e affumicata; lo accompagna una salsa di cedro sotto sale, preparata conservando gli agrumi di stagione per utilizzarne la scorza nei mesi successivi. Un altro esempio di poetica gastronomica è il carpaccio di pescato condito con sale, olio e agrumi, servito accanto a un’anguria cotta intera alla brace e poi scaloppata, completata dal guanciale nero dei Nebrodi. Tra le creazioni più sperimentali figurano le pale di fico d’India, macerate con sale e zucchero, lavorate alla julienne e abbinate a carpacci e vegetali.
La struttura della cucina si articola in due ambienti operativi: una termo-cucina interna alimentata esclusivamente a legna proveniente dalle potature degli alberi di Villadorata Country House e un’area esterna dedicata alle cotture vive. Lo chef predilige lavorare pesce e verdure, elementi che meglio restituiscono la voce del territorio. La scelta di proporre un unico menù degustazione, in continua trasformazione, nasce da una visione precisa: sostenibilità operativa, riduzione degli sprechi, concentrazione qualitativa e valorizzazione del lavoro di squadra. Il team è composto da otto professionisti in cucina e cinque in sala, per un’accoglienza calibrata su circa trenta/quaranta coperti, dimensione ideale per mantenere precisione, cura e dialogo con l’ospite.
Il concetto di fine dining qui assume un significato nuovo e si riassume in tre parole chiave: prodotto, divertimento, sperimentazione. Il prodotto è ciò che la terra concede; il divertimento è l’esperienza sensoriale dell’ospite; la sperimentazione è la libertà creativa di valorizzare senza regole prestabilite.
Il ristorante può inoltre vantare una piantagione di yuzu coltivata direttamente in loco e utilizzata in diverse preparazioni, insieme a pompelmi, limoni, arance e mandarini, un piccolo orto di erbe aromatiche e una collaborazione con la ONLUS “Sipuofare”, situata a cinque minuti, che coltiva ortaggi Questa sinergia sottolinea una filosofia che si allontana dall’ossessione dell’ingrediente perfetto e standardizzato, scegliendo invece di lasciarsi ispirare dalla realtà viva del territorio e dalla dignità di ogni singolo prodotto.
In questa cucina il fuoco parla, la terra racconta e il tempo diventa ingrediente. E ogni piatto, prima ancora di essere assaggiato, è già una storia.
INFO: https://countryhouse.villadorata.com/
Foto apertura servizio: 2025-Ristorante-Orti-Villadorata@AndreaCastiglione
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